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Dammi da bere

Dammi da bere

fr. Sergio Catalano op

“Chi crede in me non avrà più sete

Gv 6,35

È interessante come nel messaggio di Lourdes il segno dato dalla Vergine Maria alla giovane Bernadette Soubirous sia stato l’acqua: va a bere alla fontana e lavati!

È chiaro come, in questo comando, sia latente un senso di purificazione e di rigenerazione spirituale. Ma è bello pensare che quest’acqua indichi la sete di Maria. Già! Lei così intimamente legata al Figlio (cfr. LG 63) il quale, per compiere la sua missione, griderà dalla croce: ho sete!

E se il Figlio ha sete della volontà del Padre, anche la Madre ha sete di compiere la missione alla quale l’angelo l’aveva avviata. D’altronde, l’esperienza della fede non serve a risolvere la sete di Dio nel cuore degli uomini, bensì ad amplificarla, a dilatarne il desiderio a intensificarne la ricerca. La nostra sete è – allora – la nostra beatitudine (José Tolentino Mendonça, Elogio della sete).

Neanche la Samaritana del Vangelo di Giovanni ha estinto la propria sete ed è al pozzo di Sicar, dove un tempo delle sue antenate avevano trovato molto più dell’acqua per dissetarsi; avevano trovato la loro missione di matriarche di Israele.

È curioso come Maria entri in scena nel Vangelo di Giovanni prodigandosi nel far si che il Figlio provveda alla sete dei commensali a Cana di Galilea. Questa volta, ad aiutare questa donna, Lei non c’è. Sarà Gesù stesso – quel Figlio che la Madre aveva provveduto a lanciare nella missione – a risolvere il dramma della straniera. L’acqua che io ti darò diventerà in te una sorgente che zampilla per la vita eterna (Gv 4,14). Sentendolo parlare di questa acqua speciale, la donna reagisce: dammi da bere (cfr. Gv 4,15).

A questo punto, riaccesa nel suo cuore la sete più grande, Gesù scende in profondità: va a chiamare tuo marito! (Gv 4,16). Povera donna. Era uscita nell’ora più calda per risparmiarsi sorrisi e illazioni ed ecco uno sconosciuto che intavola l’argomento spinoso.

Sembra che per Giovanni il passaggio attraverso il vero di sé stessi sia l’unico accesso alla verità tutta intera (Gv 16,13). Un’insostenibile provocazione, la più alta esigenza. Sant’Agostino lo ricorda: gli uomini amano la verità allorché si rivela, e la odiano allorché li rivela.

Lei, però, non si offende. Il parlare di Gesù porta con sé un fascino irresistibile. Anche i Giudei a Cafarnao, erano rimasti stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi (Mc 1,22). La Sua parola disseta.

Come Maria, in fretta verso una città di Giuda (Lc 1,39), anche la Samaritana, riempita di grazia, corre a servire i suoi fratelli. Si dimentica perfino della brocca. Non ha tempo da perdere. È in possesso di una notizia troppo bella. Solo Gesù conta.

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