Now Reading
Dodici Stelle 11|12

Dodici Stelle 11|12

Erasmo Calcullo
Michele Azzolino, La Madonna Cameriera, 2020.
La Madonna cameriera

Quel monaco cistercense di S. Galgano, trovandosi un giorno a mangiare coi Frati Predicatori nel refettorio del convento di Pisa, fu estremamente parco nel cibo; per cui, dopo il pranzo un frate gli chiese: “Dom Giacomo – così si chiamava quel monaco – perché avete mangiato quasi nulla, mentre il desinare di oggi era molto buono?”. E quello: “Credimi, fratello, non ho mai pranzato così bene in vita mia!”. Ma il frate, non comprendendo una simile risposta, soggiunse stupito: “Ma come? Io ho visto, invece, che avete mangiato pochissimo”. Allora il monaco, per spiegarsi meglio rispose: “Io non ho mai mangiato così bene, perché non ho mai avuto una cameriera come la vostra. Senza possibilità di errore, io oggi ho visto la Madonna che serviva i frati a tavola, portando a ciascuno la sua porzione. Sicché, da una tale visione sono rimasto talmente saziato, per il gaudio spirituale provato non ho mangiato che poco o niente”.

Fra Geraldo di Frachet, Vitae Fratrum, n. 60.

A tavola coi domenicani
A trovarsi a tavola coi frati domenicani si può rimanere incredibilmente sorpresi…tra angeli che servono in refettorio e la Madonna stessa a fare da cameriera, non si può fare altro che rimanere stupiti! Ma a lasciare di stucco più di ogni altra cosa potrebbe essere il trovare una gioia fuori dal comune, quella gioia estremamente contagiosa “che il mondo non conosce” (cfr. Gv 14, 17). E’ proprio su questa gioia che si è fondata la spiritualità domenicana.
Il frate inglese, Paul Murray, ha usato l’immagine del “vino nuovo” per parlare dell’essenza di questa spiritualità. Già il primo successore di San Domenico, Giordano di Sassonia, parla del Vangelo come del “vino della gioia perenne” e sempre lui considerò l’appello evangelico “entra nella gioia del tuo Signore” (Mt 25, 21) come un invito a diventare domenicano. Anche studiando, il frate è chiamato a incarnare questa gioia che “rende il nostro studio una preparazione per la vita spirituale”, così come scrive la filosofa Simon Weil a un amico domenicano. In questo Tommaso d’Aquino resta un esempio unico: tanti aneddoti e i suoi stessi scritti testimoniano come, alla serietà del teologo, il santo affiancasse un carattere bonario con una grande ironia, propria delle persone intelligenti. La stessa Caterina da Siena era animata da questo entusiasmo dirompente, il quale le fece compiere atti incredibili di fronte ai personaggi più importanti del suo tempo. È suo l’invito a inebriarsi di questa gioia che scaturisce dall’esperienza dell’Amore di Dio vissuto con i fratelli e per i fratelli. Insomma … che famiglia! E se Dio stesse chiamando anche te a bere di questo vino della gioia domenicana?

Preghiamo. Ci affidiamo a Te, che risplendi sul nostro cammino come segno di salvezza e di speranza, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.

error: Il contenuto è protetto!