Now Reading
Ecco tua Madre

Ecco tua Madre

fr. Sergio Catalano op
Deposizione di Cristo, Chiesa di san Domenico di Palermo

Ecco tua Madre

(Gv 19,27)

Anche quest’anno è iniziata la Quaresima. Da noi in San Domenico, questo tempo liturgico è contraddistinto dalla grande Tela che copre l’abside rivolta a oriente. Innalzandosi sullo spazio, essa attenua la luce della chiesa facendo scendere un’atmosfera penitenziale. L’arte liturgica accompagna e significa il tempo liturgico. La storia ci ha consegnato dei tesori inestimabili!

A campeggiare lungo il drappo settecentesco, il dipinto della Deposizione di Cristo: Gesù morto ai piedi della Croce accolto tra le braccia della Madre. È la Pietà!

Per fede Maria aveva accolto la parola dell’Angelo, credendo all’annuncio, ora accoglie il Figlio morto. Accogliente è l’appellativo mariano originario. Lo si trova in un testo del Concilio: Maria Vergine «accolse nel cuore e nel corpo il Verbo di Dio» (Lumen Gentium 53).

Maria è la donna accogliente, come ricorda don Tonino Bello. Lei che sentì il peso fisico di un Altro che prendeva dimora nel suo grembo. Lei che adattò i suoi ritmi a quelli dell’ospite; modificò le sue abitudini, in funzione di un compito che non le alleggeriva certo la vita; consacrò i suoi giorni alla gestazione di una creatura che non le avrebbe risparmiato preoccupazioni… un’accoglienza che avrebbe pagato con cambiali di lacrime.

La Pietà è la rappresentazione di una dignità quasi irreale. Il Figlio, che Maria accoglie nel grembo, non può essere portato via dalla morte. La morte sembra un’illusione. Eppure Gesù è morto. È anzi la morte che rimette in contatto fisico la Madre e il Figlio. Sembrano tornati una sola carne, un’unità inscindibile. Chi accoglie me accoglie Colui che mi ha mandato (Mc 10,40). Maria continua così ad accogliere il mistero di Dio.

Il suo sguardo, però, è rivolto altrove, oltre tutto ciò. Sul volto di Maria il dolore, il pianto, la disperazione sono illuminati. Lo sguardo di Maria sembra orientarsi verso un luogo lontano, intimo, inaccessibile e inviolabile. Il suo volto è raggiante.

Sulla nostra Tela, al dramma della Madre si aggiunge una storia.

Ad attorniane le due figure principali, una comunità di frati e suore domenicane con al centro San Domenico il quale riceve dalle mani di Maria il Figlio Gesù. Domenico è chino sul petto di Gesù. È il gesto del discepolo amato (cfr. Gv 13,25). Solo attraverso la Chiesa madre Domenico può ricevere il Figlio salvatore … anche se per ora deve contemplarlo morto.

La Quaresima è un tempo che invita alla contemplazione del mistero kenotico di Gesù. Non possiamo rifiutarci di guardare alla morte, non possiamo negare l’esistenza di questo evento da cui tutti siamo segnati. Neanche Gesù vi si è risparmiato. Contemplando la morte del Figlio, la Quaresima, tuttavia, ci annuncia il Mistero pasquale. La Risurrezione di Gesù è la nostra forza.

error: Il contenuto è protetto!