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Salve Regina – Di cherubica luce

Salve Regina – Di cherubica luce

fr. Sergio Catalano op

L’un – san Francesco – fu tutto serafico in ardore;

l’altro – san Domenico – per sapienza in terra fue

di cherubica luce uno splendore.

Dante Alighieri, XI Canto del Paradiso, verso 39.

Nella Gerarchia celeste, lo Pseudo-Dionigi Aereopagita descriveva i cherubini come le creature celesti del Primo Ordine che, per significazione di nome, intercedono.

San Tommaso d’Aquino aggiungeva che “cherubim interpretatur plenitudo scientiae – cherubino significa pienezza della scienza” (Sum. theol. I 63, 7 ad 1).

La cherubica luce viene, allora, spiegata come la luce che avvicina i ministri di Cristo a quei ministri della gerarchia angelica che hanno il loro nome dalla pienezza della scienza, cioè appunto ai cherubini. Ecco perché san Domenico è indicato da Dante come cherubico, dalla cui sapienza teologica, infatti, scaturì la grazia della predicazione.

La nostra Maria Santissima è sostenuta da un gruppo di cherubini che la fanno risplendere come “sede della sapienza” non solo perché il suo grembo è stato dimora di Cristo sapienza incarnata, ma anche e soprattutto perché “possedendo la scienza spirituale inaccessibile ai ragionamenti umani, con la fede, Maria ha raggiunto una conoscenza sublime”.

Ai suoi piedi San Domenico … di cherubica luce … contempla e medita il mistero del Verbo incarnato.

O Sapienza,
che uscisti dalla bocca dell’Altissimo,
arrivando da confine a confine, e con forza
dolcemente tutto disponendo:
vieni ad insegnarci la via della prudenza.

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